22 Consigli di Stephen King per diventare uno scrittore di successo (parte prima)

By | 13 ottobre 2017

Navigando in rete mi sono recentemente imbattuto nel sito “Studenti.it” e ho letto un articolo che mi ha molto incuriosito che descriveva le strategie che un autore dovrebbe adottare per diventare uno scrittore di successo.

Quando ho visto che questi consigli venivano elargiti dal grande Stephen King, la mia curiosità è salita alle stelle e non ho potuto fare a meno di continuare nella lettura.

Il celebre scrittore di thriller e libri di genere horror la sa davvero lunga sul mestiere di scrittore. Ha scritto un libro molto interessante che si intitola “On writing” nel quale sono contenuti utilissimi consigli per chi desidera intraprendere l’attività di scrittore in modo professionale.

Di seguito vi proponiamo i primi 11 punti essenziali per il Re dell’horror (i secondi 11 in un altro articolo) dai quali nessun scrittore può prescindere. Per ogni suggerimento, ci siamo permessi di inserire qualche necessario ampliamento e uno nostro brevissimo commento.

1 – Smettetela di guardare la Tv e leggete tanto: secondo Stephen King la televisione è “veleno per la creatività” e se aspirate a diventare dei bravi scrittori dovrebbe essere la prima cosa a sparire da casa vostra (o ad essere nascosta molto bene!). Gli scrittori devono guardare dentro loro stessi e dare spazio all’immaginazione, quindi meglio leggere quanto più possibile e scrivere tanto.

Sono più che d’accordo con Stephen, la creatività va alimentata dentro noi stessi attraverso l’immaginazione e la lettura di libri. Ricordate che i libri si scrivono facendo riferimento ad altri libri già letti precedentemente.

E’ importante leggere molto perché un bravo scrittore deve aver letto centinaia se non migliaia di libri e di tutti i generi. Ricordo che un giorno, mentre intervistavo il noto scrittore Vittorio Messori in occasione dell’uscita di una sua opera, lui mi diceva che la sera leggeva di tutto ma preferiva però la narrativa perché gli permetteva di staccare la spina dalla sua attività di giornalista e saggista.

2 – Preparatevi per più critiche e fallimenti di quelli che pensate di poter gestire: se scrivete, molto probabilmente qualcuno cercherà di farvi credere che fate schifo nello scrivere. Sia che veniate criticati, sia che il vostro lavoro sia un fallimento, l’importante è restare positivi e continuare a scrivere anche se non se ne ha voglia o se è difficile.

Certo, le critiche sono inevitabili e probabilmente si tratterà di commenti impietosi e poco utili ad alimentare la vostra autostima tanto necessaria per incoraggiarvi nella professione di scrittore. Però non scoraggiatevi, continuate a scrivere, anche se fosse solo per voi stessi; sappiate che quello che scriverete non andrà certamente perduto. La scrittura è a mio giudizio “terapeutica” e ha salvato dalla “fossa” molte anime sensibili che grazie ad un’opera di “sublimazione degli istinti”, attraverso quest’attività sono arrivati al conoscimento di sé stessi.

3 – Non perdete tempo a cercare di compiacere i lettori: Ci sarà sempre qualche lettore che troverà un motivo per criticarvi, quindi smettetela di preoccuparvi e continuate a scrivere.

Un vero scrittore scrive perché ama farlo e non perché vuole compiacere i lettori. Questo vuol dire che dovreste cercare di scrivere su temi nei quali vi sentite forti ma senza la necessità di cercare l’approvazione del pubblico. Lo scrittore deve avere la capacità e il coraggio di esprimere una sua determinata idea o posizione anche se sa che andrà incontro a critiche molto malevole e diventerà impopolare. Naturalmente sempre con il necessario buon gusto ed una buona educazione.

E’ chiaro che chi si dedica a quest’attività per mestiere e dedica gran parte del suo tempo alla scrittura, dovrà comunque necessariamente tenere conto delle tendenze di mercato e capire che cosa funziona meglio e che cosa i lettori vogliono leggere.

Lo scrittore che non si ponesse questa domanda a mio giudizio compirebbe un grosso errore.

Quindi la soluzione migliore è quella di mediare tra ciò che piace ai lettori e quello che riusciamo a scrivere bene, cioè scegliere un tema, un soggetto, un argomento anche di nicchia, nel quale siamo padroni al 100% e per mezzo del quale possiamo far emergere il meglio di noi stessi. Perché ricordate, soprattutto nel caso dei saggi, un libro rende autorevoli.

4 – Prima di tutto scrivete per voi stessi: Dovreste scrivere perché vi fa sentire felici e appagati.

Questo punto lo abbiamo in parte già affrontato ma vale la pena di ricordare che la scrittura, se davvero la sentite come una vocazione da coltivare e della quale non poter farne a meno, ha la capacità di realizzarvi completamente anche se non diventerete scrittori di successo.

Quando cominciate a scrivere non preoccupatevi immediatamente di chi vi leggerà. Questo è un argomento che semmai affronterete più avanti. Questo aspetto però vi servirà per capire un po’ alla volta se l’attività dello scrivere è ciò che fa per voi e se il mestiere di scrittore è davvero una professione che vale la pena coltivare.

In una prima fase non conta nemmeno tanto come scrivete perché poi imparerete a farlo man mano che continuate a scrivere da veri professionisti. Garantito!

5 – Affrontare le cose che sono le più difficili da scrivere: Le cose più importanti sono anche quelle più difficili da scrivere, perché le parole tendono a sminuire i vostri sentimenti. Quando affrontare queste cose, cercate di scavare a fondo.

Questo consiglio del maestro Stephen King è molto utile per noi scrittori e rende bene l’idea di cosa significhi scrivere. E’ vero, non si deve cercare di aggirare gli ostacoli ma bisogna affrontarli di petto. Scrivere su cose difficili vi dà la possibilità di imparare di più e di diventare più in fretta degli eccellenti scrittori. E’ una via un po’ più penosa ed in salita quella che dovrete percorrere però vi garantisce risultati più tangibili in minor tempo. Se poi volete seguire la strada scelta dalla maggior parte degli scrittori fate pure. Dovrete solo pazientare un po’ di più ma i risultati potrete comunque vederli dopo un po’ di tempo.

6 – Quando scrivete, isolatevi dal resto del mondo: Almeno mentre buttate giù la bozza della storia isolatevi il più possibile ed eliminate tutte le distrazioni. King afferma: “Scrivi con la porta chiusa; riscrivi con la porta aperta”.

Avevo affrontato questo argomento in un altro mio articolo quando suggerivo a tutti gli appassionati di scrittura di realizzare un posto ad hoc per scrivere. Un luogo tranquillo, fuori dal caos della vita stressante di ogni giorno, un posto isolato, possibilmente immerso nella natura. Può essere anche una semplice stanza con tutto il vostro mondo dentro, i libri che avete letto, quelli che leggerete, la strumentazione per scrivere che non richiede grandi investimenti (solo una macchina da scrivere e per i più tecnologici un Computer) e qualche oggetto a voi caro; ad esempio le fotografie delle persone care, un buon lume che illumini la tastiera del PC e, per chi lo considerasse utile, anche una leggerissima musica di sottofondo. Io utilizzo per lo più musica classica o genere chillout. Trovo che questa musica mi rilassi molto e mi metta nelle condizioni per essere creativo. Spesso ascolto anche musiche tratte da famose colonne sonore di film; anche queste mi aiutano molto nella fase creativa nell’immaginare nuove storie e vicende da raccontare.

7 – Non siate pretenziosi: nel vostro libro non usate parole difficili o simbolismi inutili, che rendono il vostro linguaggio artificioso.

Questo è il miglior consiglio che uno scrittore possa darvi. Esibire la nostra cultura e ostentarla con paroloni e tecnicismi non serve che a indispettire il lettore, il quale deve munirsi di un vocabolario per capire che cosa significa quel determinato termine che avete utilizzato nel vostro libro. Scrivete in modo semplice, quasi come parlate, naturalmente con i dovuti aggiustamenti; questo è il consiglio di oggi.

8 – Evitate gli avverbi e i paragrafi lunghi: Per King “la strada per l’inferno è lastricata di avverbi”. Meglio evitarli, quindi. Ricordate anche che i paragrafi non devono essere troppo lunghi, ma devono rispecchiare il ritmo della vostra storia.

Su questo punto trovo che è importante saper dosare l’uso degli avverbi ma non evitarli. Sulla lunghezza dei paragrafi sono completamente d’accordo. Devono essere brevi e concisi, non troppo lunghi e dispersivi. Meglio mettere qualche punto in più piuttosto che costringere il lettore a rileggere ciò che abbiamo scritto. Ma questa è una tecnica che si impara strada facendo.

9 – Non fatevi ossessionare troppo dalla grammatica: lo scopo di un libro di narrativa non è la correttezza grammaticale, ma di raccontare una storia al lettore coinvolgendolo e facendogli allo stesso tempo dimenticare che sta leggendo una storia.

E’ vero al 100%. La forbitezza narrativa è senz’altro una buona cosa ma va dosata. Se state scrivendo un romanzo, dovete necessariamente calarvi nel ruolo dei vari personaggi che si esprimono con il linguaggio comunemente parlato in società, quindi, talvolta anche un po’ sgrammaticato.

E’ chiaro che la storia deve essere costruita in modo corretto dal punto di vista sintattico, senza grossi strafalcioni grammaticali ma ossessionarsi per la grammatica è davvero inutile.

10 – Padroneggiate l’arte della descrizione: “La descrizione inizia nella mente dello scrittore e deve finire in quella del lettore”. Il modo migliore per farlo è visualizzare quello che avete immaginato e “tradurlo” sulla carta usando parole semplici.

Il concetto è sempre lo stesso: quello di utilizzare parole semplici durante la descrizione dei vari quadri del vostro racconto o romanzo. Ne abbiamo già parlato qualche riga sopra.

Non possiamo però essere troppo astratti e sintetici e descrivere ad esempio un personaggio smarrendone i contorni. La descrizione di luoghi e personaggi a mio giudizio deve essere sufficientemente particolareggiata ma non infarcita di troppi particolari che poi fanno perdere di vista l’insieme. Attenzione al rischio sempre presente di dimenticare alcune descrizioni chiave dei personaggi o dei luoghi nei quali interagiscono. Se per esempio avete parlato di una determinata città come luogo importante per il vostro protagonista, ne dovete necessariamente fare riferimento spesso durante la stesura delle vicende del vostro racconto, altrimenti quel riferimento non sarà logico nel contesto di tutta la storia.

11 – Non date troppe informazioni inutili: meno è meglio! Includete nella vostra storia solo i dettagli davvero utili per farla andare avanti e per spingere il lettore a continuare a leggere.

Il rischio è sempre quello di disperdere le proprie energie in dettagli che non sono utili per la creazione della storia. L’ho constatato molto spesso nelle fiction della televisione che sono però costruite con metodologie diverse rispetto ai racconti o ai romanzi destinati alle librerie.

Ne è un esempio la serie televisiva “Pretty little liars” che nella versione TV è molto diversa da quella descritta nei romanzi dell’autrice.

Anche il maestro Stephen King ha scritto molto per la televisione ed è accaduto che alcune sceneggiature di suoi romanzi siano state molto modificate rispetto all’originale diventando alla fine altre storie. Provate a leggere “Fog” e poi guardate la serie televisiva prodotta da Netflix. Vi accorgerete che ci sono delle parti aggiunte che non erano presenti nel libro.

Lo stesso è accaduto anche con la fortunata serie “Twilight” o “Harry Potter” ed in qualche modo è inevitabile perché nella fase di riduzione di un romanzo nella sua versione cinematografica o televisiva, è necessario riscrivere e riadattare le varie sequenze del racconto. E’ una voce che gli sceneggiatori conoscono molto bene e che si chiama “adattamento cinematografico o televisivo”.

Per ora fermiamoci qui. Nel prossimo articolo, altri undici preziosi segreti del grande Stephen King per diventare uno scrittore di successo. Buona scrittura a tutti.

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