Cominciamo con il piede giusto…anzi con l’incipit giusto!

By | 25 aprile 2015

incipitQuando iniziamo una narrazione, ad esempio durante la stesura di un romanzo ma anche di un racconto breve, noi cerchiamo di gettare qualche esca al lettore per meglio condurlo nel mondo, nei fatti e nei personaggi che vogliamo raccontare.  La particolare atmosfera che vorremmo far respirare ai nostri lettori all’inizio della nostra narrazione è l’incipit, che può corrispondere alle caratteristiche di qualche personaggio, ad un luogo, un evento, un ricordo, un’atmosfera, ecc.

Vediamo cosa significa esattamente la parola “incipit” secondo Wikipedia: “La voce verbale latina incipit… è la parola iniziale della formula latina che introduce – talvolta anche con il nome dell’autore – il titolo di un’opera; in filologia e bibliografia con l’incipit si fa riferimento alle prime parole con cui inizia realmente un testo.

Se nella terminologia canonica, la voce incipit definisce propriamente la parola o la frase iniziale di un qualsiasi componimento, l’uso che viene fatto nell’attuale critica letteraria moderna è più esteso. Non solo dunque la prima parola o la prima frase ma l’intera tranche d’avvio che può essere di lunghezza diversa”.

L’incipit è il modo di impostare l’inizio del nostro romanzo il quale sarà pervaso, lungo tutto il suo itinerario, nello svolgimento delle azioni, nell’avvicendarsi dei personaggi e delle loro interazioni, da una stessa matrice dominante che lascia intravvedere qualcosa di quello che poi sarà la trama dell’intero racconto.

Come sappiamo, è già dalle prime pagine che il lettore inquadra e formula un primo giudizio sul libro che sta leggendo e dal peso di quell’incipit dipenderà la scelta di continuare la lettura in un crescendo di emozioni e coinvolgimenti nelle varie azioni del racconto, oppure di abbandonarla per non riprenderla, probabilmente, mai più.

Ne consegue che è di grande importanza la scelta dei vocaboli, delle parole e dei toni più o meno forti, leggeri, appena accennati, suadenti, dolci, metaforici, ecc.

L’incipit è quindi una sorta di antipasto cui seguirà un banchetto ben più sostanzioso che potrebbe rivelarsi prelibato o deludente. Non dobbiamo pensare che esso debba essere necessariamente forte o energico, perchè noi possiamo condurre il lettore anche adottando ritmi più scanditi e meno ossessivi e convulsi.

Un esempio chiarirà il significato del termine “incipit”.

Nel racconto di Edgar Allan Poe dal titolo “Il crollo della casa Huser”, l’autore inizia la narrazione con un incipit che corrisponde ad un luogo, lo descrive, nelle minute particolarità e dipinge anche i tratti dell’azione quando in prima persona coinvolge il lettore nelle sue atmosfere rarefatte e sinistre. Ecco il brano in questione: “Per tutta una giornata uggiosa, buia e sorda, del declinare dell’anno in cui le nubi pendevano opprimenti e basse nei cieli, avevo attraversato a cavallo un tratto di regione singolarmente desolato…”. L’incipit di questo racconto è rappresentato dal luogo (desolato) dalle condizioni atmosferiche (giornata uggiosa…nubi opprimenti e basse).  Ma nell’incipit l’autore fornisce altri elementi che ci permettono di giudicare come si snoderà la vicenda; egli riferisce anche di tempo buio e sordo (giornata uggiosa, buia e sorda). Egli quindi ci invita, in qualità di spettatori, a seguire le sue personali vicende che si preannunciano, per certi versi, preoccupati ed inquietanti.

L’incipit è quindi un prologo, un assaggio di quello che accadrà nel corso della narrazione.

Non tutti gli scrittori utilizzano l’incipit nei loro racconti, alcuni preferiscono concentrarsi direttamente sulla narrazione, altri ancora la rimandano a tempi successivi, che, spesso, nemmeno l’autore conosce.

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