Cyberbullismo – Guida completa per genitori, ragazzi e insegnanti

By | 1 ottobre 2017

Recensione del saggio di Mauro Berti, Serena Valorzi e Michele Facci

Autore dell’articolo: Beppe Amico (licenza Creative Commons – condividi allo stesso modo)

L’occasione di scrivere una breve recensione sul libro “Cyberbullismo” per il mio stimatissimo amico Luigi Reverdito dell’omonima casa editrice trentina con la quale ho avuto modo di collaborare in passato in occasione di alcune mie pubblicazioni, mi offre la possibilità di parlare di un fenomeno che nell’ultimo decennio si è diffuso in modo così preoccupante da diventare un vero allarme sociale al quale noi tutti abbiamo il rigoroso dovere di rispondere in modo adeguato.

Il legislatore ha già emanato precise direttive in merito con la LEGGE 29 maggio 2017, n. 71, ma tanto ancora c’è da fare, soprattutto da parte degli educatori e dei genitori.

Stando ad una ricerca effettuata dall’Istat nel 2014, più del 50% di giovani tra gli 11 e i 17 anni hanno subìto episodi di violenza o sono stati vittima di offese o di comportamenti irrispettosi da parte dei loro coetanei.

Si tratta di azioni vessatorie ripetute ciclicamente che tendono a colpire le vittime nel loro amor proprio, nell’ immagine, nell’aspetto fisico, ecc. con offese talvolta molto pesanti e azioni violente.

Lo scopo è sempre quello di distruggere la reputazione e la credibilità di un determinato soggetto e frequentemente lo si fa in maniera preordinata, studiata, organizzata talvolta a tavolino utilizzando le nuove tecnologie di comunicazione come gli Smartphone di nuova generazione, i Social network, le email.

Se il bullismo dei nostri padri, anch’esso noverabile tra le azioni più riprovevoli e vergognose di un nutrito numero di giovani ed adolescenti di un tempo passato, era in qualche modo circoscritto a poche persone coinvolte, ora, con l’utilizzo massiccio e diffuso degli strumenti di comunicazione diffusi nell’era del Web 2.0, le vittime di azioni di cyberbullismo sono oggetto di offese e denigrazioni spesso pesantissime diffuse ad una “platea” molto più estesa di persone con la deprecabile e talvolta irreparabile conseguenza che il danno che ne ricevono le vittime rispetto al passato è grandissimo e molte volte incalcolabile, soprattutto a livello psicologico ed emotivo.

I soggetti presi di mira dal cyberbullismo, affermano che grazie al vantaggio che possono godere i loro spietati persecutori dato dall’anonimato, possono essere oggetto di offese davvero molto pesanti che in altre circostanze non verrebbero mai loro perpetrate.

In un recente documentario trasmesso dal network televisivo Netflix, una giovane ragazza ha ammesso di essere stata vittima di numerose azioni di bullismo virtuale e di essersi sentita malissimo nel leggere le bruttissime cose che i suoi compagni dicevano di lei e nel sentirsi molto a disagio nel dover frequentare durante le ore scolastiche proprio quelle stesse persone che l’avevano così pesantemente offesa.

Fonte: http://www.istat.it/

L’accesso indiscriminato alle apparecchiature digitali da parte dei giovani adolescenti, pone nelle condizioni i persecutori di agire contro le loro vittime spesso in modo indisturbato, da soli o in branco, più e più volte contro un unico soggetto o più soggetti, maschi o femmine con conseguenze spesso devastanti e che talvolta sono sfociate persino nel suicidio di coloro ai quali erano indirizzate certe esecrabili azioni di cyberbullismo.

E’ stata recentemente diffusa una fiction televisiva dal titolo “Tredici” proprio sul delicato tema del bullismo e del cyberbullismo, tratta da un noto bestseller di uno scrittore d’oltreoceano che fornisce una precisa idea di quanti e gravi danni possa provocare il cyberbullismo.

Nel caso del bullismo virtuale gli attori possono essere centinaia e forse migliaia e come testimoniato dall’inchiesta trasmessa da Netflix, spesso gli osservatori possono diventare essi stessi gli esecutori “inoltrando o amplificando il messaggio astioso del perpetratore o intervenendo col proprio”.

Il cyberbullismo è tanto più grave perché agisce in modo subdolo e nascosto perchè, come ricorda Netflix “in rete si può essere anonimi…” e “non sempre si sa chi ci sta molestando. Dire a qualcuno “sei uno stupido” online, non riguarda solo perpetratore e vittima…” ma anche altre centinaia e spesso migliaia di persone.

Le azioni denigratorie ed offensive operate frequentemente dai giovani adolescenti nei confronti di ignare vittime loro coetanee e molte volte anche in altri ambienti di comune ritrovo, vengono poste in atto proprio grazie alla componente dell’anonimato. Infatti, proprio in quei momenti, si dicono e si fanno cose che non si direbbero mai di persona. In qualche modo il cyberbullo diviene più potente.

“Nella sicurezza dell’anonimato si commette un’azione indiretta, secondo gli esperti, tipica di un determinato gruppo sociale”. Le statistiche indicano che certi “comportamenti sono tipicamente femminili” e che “l’anonimato permette di comportarsi in modi che offline non verrebbero mai tollerati” (fonte: documentario Netflix).

Questa tipica schermatura dell’anonimo infonde coraggio a coloro che pongono in atto azioni di cyberbullismo e li incoraggia a fare cose che normalmente non farebbero mai.

Di questo complesso e delicato tema si sono occupati tre stimati professionisti Mauro Berti, Serena Valorzi e Michele Facci che, a tre mani, hanno scritto un’interessante libro sul cyberbullismo edito da Reverdito editore di Trento.

Il saggio ha ottenuto subito grande diffusione anche grazie alle numerose presentazioni organizzate dall’editore e all’interesse dimostrato dai media che hanno dato grande risalto alla notizia, soprattutto quando gli autori sono stato accolti pubblicamente dal Presidente del Senato Pietro Grasso che si è complimentato con loro per il lavoro di inchiesta svolto su questo delicato argomento.      

Uno degli autori, il dott. Facci ha dichiarato alle telecamere Rai come è nata l’idea di questo libro il quale è anche una sorta di Manuale che può essere di supporto soprattutto ai genitori nel comprendere la gravità e il peso di questo importante fenomeno quale è il cyberbullismo che negli ultimi anni si è diffuso in modo davvero impressionate.

Ecco cosa ha risposto Facci ai giornalisti durante un’intervista: “Il libro nasce dalla volontà di esprimere in un breve testo l’esperienza dei recenti anni di lavoro dei tre autori, con lo scopo di fornire aiuti concreti a genitori e docenti. Nel tempo infatti, abbiamo incontrato decine di migliaia di ragazzi in diverse scuole di tutto il territorio nazionale, ci pareva importante valorizzare questa esperienza e creare una piccola guida per genitori e insegnanti”.

La quarta di copertina del libro sul cyberbullismo edito da Reverdito, presenta in modo efficace i contenuti di questo interessante saggio che nel giro di pochi mesi ha raccolto lusinghieri consensi da parte dei lettori: “Il testo presenta in modo chiaro cos’è e cosa non è il cyberbullismo, le differenze con il bullismo, le implicazioni psicologiche e legali, i suggerimenti per la prevenzione e l’intervento”.

Il curatore di questo libro-manuale, garantisce completezza nella presentazione dell’argomento e facilità di lettura consigliando questo testo come un valido strumento di formazione e prevenzione soprattutto per i genitori, gli educatori e gli insegnanti “che cercano risposte concrete” su come intervenire nei vai casi di cyberbullismo che si dovessero presentare in futuro nelle diverse realtà sociali.

Il libro in versione brossura è disponibile nelle migliori librerie italiane ed è prenotabile anche sul sito dell’editore: www.reverditoeditore.it

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