Le risorse umane in un’azienda (dipendenti e collaboratori)

By | 15 marzo 2016

ESTRATTO DA “APRI IL TUO NEGOZIO – CREA LA TUA IMPRESA” (versione stampata)

ESTRATTO DA “APRI IL TUO NEGOZIO – CREA LA TUA IMPRESA (versione e-book)

 

COVER APRI IL TUO NEGOZIOAll’interno del processo produttivo e nell’assetto di qualsiasi realtà commerciale, le risorse umane costituiscono una delle voci più importanti, perché anche l’imprenditore più abile e capace non può fare a meno di validi collaboratori per raggiungere risultati apprezzabili. In qualsiasi attività commerciale, sia essa produttiva, artigianale o di rivendita al dettaglio, le risorse umane costituiscono spesso un valore aggiunto ed entrano a far parte delle voci di bilancio sia in modo passivo, che attivo. Infatti, pur costituendo un onere talvolta molto gravoso per l’imprenditore, esse spesso, sono da considerarsi un plus valore, tanto che i revisori dei conti spesso le includono nell’avviamento aziendale.

Solitamente si è portati a considerare le risorse umane come un costo e non si considerano come un valore che incrementa l’avviamento aziendale. I buoni dipendenti e collaboratori, infatti, con la loro opera qualificata conferiscono un plus valore all’azienda, tanto che l’effetto positivo si riverbera sulla produttività e sul prestigio aziendale in termini di immagine e professionalità. E’ vero che molte volte i dipendenti costituiscono un onere gravoso per l’azienda, soprattutto se essi pesano passivamente sul bilancio o il loro scarso rendimento non giustifica la spesa che si deve sostenere, ma questo dipende dall’abilità di selezionare e gestire in modo corretto il personale e dalla capacità dell’imprenditore di amministrare e interagire con la forza lavoro.

Infatti, è assolutamente intuitivo che un buon capo dovrebbe essere abile nel reperimento di collaboratori validi per garantire buona produttività e lunga vita alla sua azienda. Soprattutto deve avere abilità nella gestione delle risorse umane, saperle motivare, formare, incentivare. La gestione delle risorse umane di un’azienda è una delle attività più complesse del processo produttivo. La maggior parte delle multinazionali, infatti, istituiscono un settore specializzato all’interno dell’azienda gestito da un responsabile delle risorse umane, ovvero una figura specializzata che si occupa della collocazione, lo spostamento, la qualificazione dei collaboratori e dei dipendenti che lavorano all’interno dell’azienda. Il responsabile delle risorse umane è investito di grosse responsabilità, deve conoscere le varie tipologie di contratti di lavoro, saper selezionare e collocare le varie figure nelle specifiche mansioni e operare aggiustamenti, nuovi inserimenti, ricollocazioni, ecc.

           NOTA BENE n. 1: un buon imprenditore dopo aver selezionato le persone giuste per la sua attività, deve saper interagire con i propri dipendenti e collaboratori, motivarli e incentivarli nel modo giusto e farli sentire parte attiva del team.

Selezione del personale

La selezione dei collaboratori e dei dipendenti si effettua generalmente con test e screening specifici costituiti oltre che da colloqui finalizzati a conoscere le specifiche qualifiche dei potenziali candidati per la copertura di una determinata mansione, anche con l’applicazione di prove, test, quiz o altre procedure che vengono somministrate con la collaborazione di figure professionali come psicologi, grafologi, esaminatori. Tra i test più diffusi per la selezione del personale vi sono quelli attitudinali, l’esame di referti grafologici o saggi di scrittura, i colloqui orientati all’individuazione delle doti e delle attitudini professionali che servono all’orientamento di specifiche mansioni. In questa sede non ci sembra opportuno analizzare nel dettaglio le varie procedure di selezione, quanto piuttosto porre l’attenzione sull’importanza che riveste la scelta dei futuri dipendenti e collaboratori. L’imprenditore deve considerare sempre valido l’assunto che recita: “l’uomo giusto al posto giusto”, perché se una risorsa non viene ottimizzata, ogni nostro sforzo e speranza di successo vengono vanificati.

E’ fondamentale sottolineare, che non è tanto importante quanto spendo per l’opera e le prestazioni di un dipendente, il quale spesso diviene prezioso strumento di crescita, perché certi tipi di qualifica non è certo possibile ottenerle a buon mercato. Credo di trovarvi tutti d’accordo nel sostenere che qualsiasi imprenditore dotato di abilità preferisce investire 1.000 piuttosto che 100 se quest’investimento gli garantisce un risultato di 10.000 anziché di 50.

          NOTA BENE n. 2: le risorse umane costituiscono un bene prezioso per l’azienda e devono essere ottimizzate all’interno del ciclo produttivo. A questo scopo speciali test psico-attitudinali danno la possibilità di scegliere l’uomo più adatto a ogni singola mansione.

Da queste brevi considerazioni possiamo dedurre che spesso gli imprenditori credendo di risparmiare, si avvalgono di collaboratori non qualificati che seppur abili e capaci, non sono motivati e ad incentivati nel modo giusto.

Cerchiamo di rendere chiaro il concetto con un esempio.

Ammettiamo che una stireria abbia bisogno di un collaboratore alla sezione stiro perché non riesca a far fronte alla grande mole di lavoro che gli è arrivata dall’assegnazione di commesse esterne. Essa ha due possibilità:

  • avvalersi di un abile operaio addetto alla linea stiro che gli garantisca buon rendimento, lavoro professionale,  celere e qualificato ad un prezzo esemplificativo di 10 Euro l’ora (oppure vedere tabelle sindacali minime lorde per un operaio al terzo livello dotato di professionalità);
  • avvalersi di una figura che non conosce le regole dello stiro e che realizza un lavoro mediocre, più lento e meno qualificato ad un prezzo inferiore (ad esempio 5 euro)..

E’ ben vero che nel secondo caso il lavoratore si accontenta di percepire uno stipendio inferiore, magari poco più della metà di quello che costerebbe un operaio specializzato, però quest’ultimo alla fine della giornata ha prodotto il triplo rispetto a quanto ha prodotto il secondo. Quindi, è solo questione di numeri e l’imprenditore abile deve comprendere questo genere di dinamiche perché altrimenti la sua azienda o presto o tardi è destinata ad essere surclassata dai concorrenti. Uno degli errori più diffusi nella gestione delle risorse umane, è quella di non fare abbastanza per motivare la mano d’opera qualificata.  I rischi sono molteplici ma quello più pericoloso è costituito dal fatto che presto o tardi la nostra mano d’opera migrerà verso la concorrenza o peggio ancora diventerà essa stessa una concorrenza. Molti imprenditori temendo di formare mano d’opera che poi costituirebbe per loro una concorrenza, evitano di assumere dipendenti e cercano di far lavorare di più quelli già assunti, magari con l’imposizione di turni di lavoro massacranti o di straordinari insostenibili.

Questo è un errore grossolano che si dovrebbe evitare. Molti imprenditori cercando di motivare e incentivare i propri collaboratori non con promesse di carriera o promozioni di ruolo, che generalmente non vengono mantenute. L’incentivo migliore – credetemi – è il riconoscimento della giusta mercede, di incentivi periodici (regali aziendali, vacanze premio, trasferte o educational stimolanti che servano oltre che come formazione, anche come svago e divertimento, ecc.). L’imprenditore che teme i suoi operai come possibili concorrenti, non è in grado di motivarli e incentivarli nel modo giusto. Se questo accade, vuol dire che ha sbagliato qualcosa nel rapportarsi a loro sia dal punto di vista umano, sia da quello professionale. Per riassumere, la regola d’oro che bisogna adottare per la gestione delle risorse umane di un’azienda è sintetizzabile in due parole: motivazione e incentivi, oltre all’abilità nel saper riconoscere le persone giuste nel delicato momento della selezione dei dipendenti e dei collaboratori e quando vengono identificate, non farsele scappare.

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