Novità librarie – Nuove uscite – Recensione: “Atman. Predatori nell’inconscio” di Massimiliano Irenze

By | 9 novembre 2017

Vi segnaliamo una recensione libraria giunta in redazione in questi giorni che riguarda l’uscita di un Romanzo di Massimiliano Irenze edito dalla CSA Editrice.

“Atman. Predatori nell’inconscio” è un coraggioso miscuglio di diversi elementi che rende faticosa la catalogazione all’interno di un genere ben preciso. In esso vi sono tracce di: noir, erotismo, horror psicologico, thriller, fantascienza, filosofia, sentimentalismo, ma ciascuno di questi tratti fa fatica a ergersi rispetto agli altri e definirne chiaramente il genere. Non è detto che ciò sia un difetto.

Innanzitutto, l’autore è uno psicologo e ciò può dare un primo indizio riguardo ai contenuti. Spesso si avvale delle sue conoscenze nel campo della psiche per generare ansia e inquietudine, sia nelle scene che avvicinano la storia ad un horror, un noir o un thriller psicologico, ma anche e soprattutto riguardo alle sfumature nelle relazioni umane quotidiane che ci fanno intravedere le maschere sociali dei personaggi.

La parte surreale della storia è giocata, anch’essa, quasi sempre in bilico tra realtà e immaginazione, fino alla sapiente conclusione.

A tirare le fila della vicenda, vi sono alcune indagini condotte in parallelo da un commissario di polizia e da un ufologo; il primo rispetto ad alcuni strani omicidi e il secondo riguardo a misteriosi avvistamenti o testimonianze di fatti inquietanti.

Nel frattempo, assistiamo allo spaccato di vita di alcuni personaggi: un’ eccentrica rock star semina scompiglio in città con le sue sregolatezze; un ragazzo coglie alcune sfumature del contesto in cui vive che gli fanno pensare di essere vittima di un complotto che si muove attorno a lui da anni; un donniaolo si diverte a raccontare al bar le sue avventure sessuali spavaldamente a dei ragazzini; due amici, durante un’escursione, trovano un uomo alto, biondo e asessuato, nudo e disorientato e lo portano in città tentando di aiutarlo a recuperare la propria identità; le pagine del diario di un suicida sembrano commentare la realtà di questi personaggi come una voce fuori campo.

Giunge un punto, intorno a due terzi del romanzo, in cui ci si continua a chiedere cosa c’entrano alcune storie con le altre. Proprio nel momento in cui ci si comincia a domandarselo, si assiste ad un improvviso precipitare degli eventi, un climax ascendente che conduce, ma solo nelle ultimissime pagine, alla risposta.

I colpi di scena sono ben studiati, ben dosati e ben collocati. La curiosità viene mantenuta costante per tutto il romanzo, senza momenti morti, e viene infine soddisfatta da un finale tutt’altro che scontato.

Vi sono inoltre da segnalare interessanti momenti filosofici legati soprattutto alle interviste della bizzarra rock star che sembra uno strano incrocio tra un intellettuale d’avanguardia e un santone spirituale, il che fa pensare a qualche nesso con l’appartenenza religiosa dell’autore, il buddismo di Nichiren Daishonin.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Solve : *
23 − 14 =


*