Come si diventa scrittori – segreti e suggerimenti del copywriter

By | 20 febbraio 2015

ilpozzodeisussurri_intervistacollibraioPer rispondere alla domanda “Come si diventa scrittori”, dobbiamo analizzare il significato della parola “scrittore”.

L’enciclopedia interattiva “Wikipedia” dice che: “Uno scrittore è chiunque crei un lavoro scritto, sebbene la parola designi usualmente coloro che scrivono per professione, e chi scrive in diverse forme e generi più o meno codificati. Abili scrittori possono usare il linguaggio (narrativo o meno) per esprimere idee e immagini.

Uno scrittore può comporre in molte differenti maniere tra cui in poesia, prosa o musica. Di conseguenza, uno scrittore può essere classificato come poeta, romanziere, paroliere, commediografo, giornalista ecc.

La scrittura, intesa come lavoro e attività, per funzionare deve basarsi su un linguaggio, a sua volta basato su un codice grafico, che può essere ideogrammatico, cioè che rappresenta graficamente le idee o fonografico, cioè che riproduce i suoni di una lingua, tramite un alfabeto”.

Ora che abbiamo compreso chi è uno scrittore, dobbiamo capire come si può diventare e soprattutto come l’attività dello scrivere può diventare professionale fino al punto da essere remunerativa.

Per farlo vi racconto un po’ della mia storia, forse riuscirò ad essere chiaro ed anche voi potrete trarne le opportune considerazioni e capire se “scrivere” è veramente la vostra vocazione.

Io non lo sapevo nel lontano 1993. Ignoravo completamente che per scrivere si doveva provare il cosiddetto “stato nascente” di cui parla Alberoni nel suo “Innamoramento e amore”. Egli lo riferisce all’innamoramento per un’altra persona ma fondamentalmente le cose non cambiano. Possiamo applicare questa regola in qualsiasi campo e quindi anche nella scrittura.

Diventai scrittore un po’ per gioco e un po’ per caso. Allora (nel 1993) ero direttore responsabile di un’emittente radiofonica di Trento, la celebre Radio Luna International. Mi occupavo anche della redazione del palinsesto. Ero alla ricerca di idee per strutturare una serie di speciali in cui si trattava l’argomento dei fenomeni mistici. Alcuni ascoltatori avevano manifestato il desiderio di approfondire questo argomento e così cominciai a pensare seriamente di preparare alcune inchieste giornalistiche sui santi e i mistici del XX secolo. L’argomento era talmente vasto che non sapevo veramente da dove cominciare e così, parlando anche con i miei collaboratori, nel corso di una riunione aziendale uno di essi mi suggerì di cominciare con uno speciale su Padre Pio, lo stigmatizzato di San Giovanni Rotondo.

A quei tempi Padre Pio era già molto conosciuto, però non godeva della fama e della popolarità di cui gode oggi dopo che è stato proclamato santo. Avevo letto da poco un libro sulla sua vita e e ne rimasi affascinato. Pensai che fosse il personaggio giusto a cui dedicare un’inchiesta. Però avevo bisogno di notizie, testimonianze, materiale giornalistico per preparare il programma. Mi venne in aiuto una mia collaboratrice la quale mi fornì il numero telefonico di un convento di Cles in provincia di Trento e il nome di un frate cappuccino che aveva conosciuto Padre Pio. Pensai che era una magnifica occasione, intervistare chi aveva vissuto e parlato con il frate stigmatizzato poteva essere qualcosa di elettrizzante ed anche di molto interessante per gli ascoltatori della radio. Così lo contattati e dopo un breve colloquio mi indirizzò da alcuni figli spirituali del frate, in particolare una suora di Verona e una coppia di San Giovanni Rotondo.

Per farla breve, dopo aver contattato queste le persone segnalate e alcune decine di altri soggetti più o meno coinvolti nella storia di Padre Pio (ad esempio il regista Michele Guardì, l’avvocato Antonio Pandiscia, lo scrittore Renzo Allegri e molti altri), mi ritrovai con un sacco di materiale interessantissimo sul frate stigmatizzato. Realizzai i miei speciali su Padre Pio in 5 puntate e poi decisi di trasformare quell’inchiesta in un libro integrandolo con le testimonianze di altri autorevoli personaggi come il vicepostulatore della Causa di beatificazione, il medico che avevo assistito Padre Pio nelle sue ultime ore di vita, personaggi del mondo dello spettacolo, ecc.

Alla fine ne uscì un libro di 256 pagine dal titolo “Padre Pio – il frate dei miracoli”, che pubblicai l’anno successivo con la Reverdito edizioni. L’opera divenne un successo nell’arco di alcuni mesi e se ne sono stampate almeno sette edizioni, oltre ad una nuova versione rimaneggiata ed integrata con nuovo materiale nel 2008.

Se provate a leggere quel libro, vi accorgerete che è scritto in modo semplice e fruibile da tutti. Era il mio primo lavoro ma ne fui soddisfatto e rileggendone qualche pagina, anche a distanza di quasi vent’anni, mi stupisco di essere riuscito a realizzarlo.

L’attività di scrittore mi aveva sempre affascinato ma non la vedevo come una vera e propria professione, qualcosa che potesse dare da vivere. Quanti scrittori ci sono in giro per il mondo – pensavo – che scrivono molto meglio di me, con idee creative, storie originali, scoop veri e propri. Eppure quel mio primo libro fu un successo e diventò anche un’inchiesta audio che pubblicai con la Ega edizioni in versione musicassetta.

Il segreto di quel successo – non ho difficoltà a confessarvelo – fu quello “stato nascente” cui ho fatto cenno all’inizio di questo articolo. Quindi prendete pure nota aspiranti scrittori, la prima opzione necessaria per scrivere professionalmente è “la passione” per l’argomento o la storia che avete deciso di raccontare.

Certo io ero facilitato, facendo il giornalista in un’emittente privata per me l’attività dello scrivere era qualcosa di familiare. La svolgevo quotidianamente per i notiziari e le inchieste di cronaca che dovevo realizzare per i radio-giornali da mettere in onda alla radio. Ma solo allora compresi di possedere un’attitudine che era rimasta sopita per tanti anni e che ora emergeva prepotentemente cercando di farsi spazio.

E pensare che quando frequentavo le superiori avevo voti pessimi in italiano. Non ci credevo nemmeno io. Ero riuscito a scrivere un libro. Che forza!!!

Fu lì che nacque il desiderio in me di proseguire più assiduamente nell’attività di scrittore e dopo quel primo libro ne realizzai nell’arco di otto anni, altri sei e nel ventennio successivo, dopo alcune interessanti esperienze con altre case editrici, mi gettai a capofitto nell’editoria digitale, raccogliendo risultati ancora migliori rispetto a quella tradizionale.

Ma questa è un’altra storia e la racconteremo sulle pagine di questo sito in un’altra occasione.

Se desiderate lasciare un commento e raccontare le vostre esperienze nell’editoria o le vostre aspettative in questo settore, fatelo senza problemi utilizzando il form alla fine di questo articolo. Io risponderò a tutti e sarò ben lieto di regalarvi segreti e suggerimenti per introdurvi nel mondo dell’editoria.

One thought on “Come si diventa scrittori – segreti e suggerimenti del copywriter

  1. Giovanni

    Grazie per i consigli che hai fornito in questo articolo. E’ vero, per fare lo scrittore ci vuole passione e bisogna amare i temi trattati. Io scrivo per hobby, però mi piacerebbe un giorno pubblicare qualcosa dei miei scritti. Seguirò questo sito e spero di trovare altro materiale utile per sviluppare la mia piccola attitudine.
    Grazie mille. Joe.

    Reply

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