Tecniche per scrivere un buon romanzo

By | 29 giugno 2017

Marcello Simoni – i consigli di uno scrittore da oltre un milione di copie tradotto in 18 lingue.

In questo articolo vorrei proporvi i consigli di un romanziere italiano conosciuto in tutto il mondo. Si tratta di Marcello Simoni, il quale ha vinto la 60° edizione del Premio Bancarella con il suo primo romanzo d’esordio.

La piattaforma editoriale “IlmioLibro” ha pubblicato una ricetta suggerita dal talentuoso scrittore ferrarese che in pochi anni ha venduto milioni di copie dei suoi libri in tutto il mondo.

Sì, perbacco! E’ davvero questo il sogno di tutti gli scrittori! Chissà che anche a qualcuno di voi capiti la stessa felice sorte di Marcello Simoni!

E allora, per capire se davvero abbiamo il talento per raggiungere i traguardi dell’autore di “Il mercante di libri maledetti”, proviamo ad analizzare questa meravigliosa ricetta proposta da Marcello.

Innanzitutto, come sottolinea “IlmioLibro”, è importante capire che uno degli elementi più importanti di un romanzo è il ritmo. Infatti, in riferimento ai libri di Simoni, leggiamo nell’articolo della citata piattaforma editoriale “La ricetta del successo dei suoi romanzi risiede nel ritmo avvincente, in personaggi credibili come eroi contemporanei, e in una fantasia che miscela Salgari con Dumas, Corto Maltese e il noir”.

In occasione della recente manifestazione editoriale “Il Salone del Libro” tenuta a Torino, la piattaforma di self publishing forse più nota della rete, in occasione del lancio del Concorso per aspiranti scrittori dal titolo “Ilmioesordio” di cui Marcello Simoni è il testimonial per il 2017, ha proposto un incontro tra lo scrittore e i visitatori della mostra tra i quali c’erano anche migliaia di utenti iscritti alla piattaforma. Si è trattato di una vera e propria “lectio magistralis sull’arte di scrivere un romanzo”.

Marcello Simoni ha presentato dieci punti fondamentali come ricetta per scrivere un buon romanzo. Leggiamo insieme di che cosa si tratta e strada facendo commentiamo con delle nostre brevi considerazioni i punti chiave da lui esposti. In questo articolo un primo importante consiglio. Via, via, scopriremo anche tutti gli altri se avrete la pazienza di seguirci e di ritornare ogni tanto sulle nostre pagine.

Simoni è convinto che:

  • Scrivere non è un obbligo, fallo solo se ti diverte.

E’ vero quello che afferma Marcello. L’ho provato anch’io sulla mia pelle. La passione per la scrittura l’avevo davvero nel sangue fin dall’adolescenza. Ricordo che dopo aver letto una serie di racconti di Edgar Allan Poe da cui venni letteralmente rapito per il suo modo un po’ noir di scrivere, provai a cimentarmi ma senza grande successo, in una serie di racconti del terrore che proposi in lettura ad alcuni parenti i quali, allora, non mostrarono un particolare entusiasmo. Ma non mi diedi per vinto, continuai a scrivere anche negli anni successivi e quando divenni più grande mi inventai una fiction live, una sorta di reality show perpetuo dal titolo quanto mai espressivo “Alla luce del buio” e successivamente “Avventure di casa nostra” immaginando di essere ripreso da telecamere invisibili che mi seguivano ovunque e contemporaneamente diffondevano quanto accadeva intorno a me anche in TV (allora c’erano solo i due canali televisivi della Rai, il 1° e il 2° canale. Eravamo intorno alla fine degli anni ’60, credo nel ‘68). Anni dopo, qualcuno mi disse che la mia immaginazione era già fervidissima perché, realmente negli anni ’80 fu davvero realizzato un progetto del genere in America con il film The Truman show interpretato da Jim Carrey.

Poco a poco il mio rapporto con la scrittura si evolveva e migliorava e cominciai, quasi senza accorgermene a scrivere articoli di cronaca e redazionali di marketing pubblicitario per l’emittente radio con la quale collaboravo. Erano i primi anni ’80, finchè nel 1993, dopo essere stato “folgorato” dalla figura di Padre Pio, iniziai la mia prima stesura di un saggio dedicato alla vita del frate con le stimmate che riuscii a pubblicare con una vera casa editrice e che venne stampato in 6 edizioni, senza contare anche le versioni edite da altre case editrici come la Massimo di Milano e la San Paolo America Latina che ne avevano acquistato i diritti anche per una edizione in lingua spagnola. Strada facendo ho scritto anche un paio di romanzi, uno dei quali si intitola “Ovunque vai porti te stesso” che è disponibile online cliccando qui. Oppure lo trovate anche su Amazon, Ibooks, Kobo, ecc.

Quindi lo confermo, scrivere non è un obbligo, ma la scrittura è un’attività che riesce meglio solo se all’inizio non si considera una vera professione perchè scrivere deve essere prima di tutto qualcosa che diverte come afferma anche Marcello Simoni. Credo che sarete tutti concordi nell’affermare che solo le cose che ci divertono e che per noi sono una specie di gioco-passatempo sono anche quelle che ci riescono meglio, anche se poi diventeranno con il tempo la nostra principale professione. Come lo è stato per Marcello e ora da qualche tempo anche per me. Buona scrittura a tutti.

Beppe Amico

Giornalista, scrittore e saggista 

Vediamo sinteticamente gli altri punti sui quali lo scrittore Marcello Simoni si è soffermato, intanto ve li propongo così come lui li ha scritti e come sono pubblicati sul sito del “IlmioLibro”, prossimamente riserveremo a ciascun punto un nostro personale commento anche tenendo conto delle esperienze professionali vissute da altri scrittori. Se avete qualcosa da raccontarci, fatelo senza problemi, se avete l’hobby di scrivere e volete dire la vostra o coinvolgere anche gli altri visitatori della nostra piattaforma editoriale, utilizzate il modulo dei commenti alla fine di questo articolo, raccontateci la vostra esperienza e noi la pubblicheremo.

Vi lascio con gli altri nove punti essenziali di cui ha parlato Marcello Simoni al Salone dell’editoria di Torino.

A presto…

2) Leggerezza non significa banalità, velocità non vuol dire sciatteria (Corollario: Sii preciso, essenziale. Non descrivere una cosa se prima non l’hai ben chiara in testa).

3) Cura lo stile. Le frasi telegrafiche mettono ansia.

4) Non renderti schiavo delle tue sinossi. Le idee migliori vengono in corso d’opera.

5) Non rimarcare mai l’ovvio.

6) I dialoghi non sono riempitivi. Devono avere ritmo e contenuto (Corollario: Se puoi, evita i monologhi. Sono pesanti).

7) Anche se scrivi fiction, i tuoi personaggi devono essere credibili.

8) Se stai scrivendo un romanzo, evita di fare il saggista. Se stai scrivendo un saggio, resta con i piedi per terra.

9) Fornisci al lettore soltanto i dati necessari. A costruire il resto ci penserà la sua fantasia. (Corollario: Non dimenticare mai che il lettore è un essere pensante)

10) L’unico modo per migliorarci nello scrivere è leggere, leggere e ancora leggere.

***

Ti può interessare il Premio letterario “Ilmioesordio”: partecipa con il tuo romanzo… hai tempo fino ad agosto 2017.

Ed ora conosciamo un po’ più da vicino Marcello Simoni, lo scrittore ferrarese che ha venduto più di un milione di copie in tutto il mondo.

Ecco la cover di uno dei suoi libri.

Riportiamo la Sinossi e una breve biografia dello scrittore visibili sul sito http://ilmiolibro.kataweb.it/ dal quale abbiamo rielaborato l’articolo che vi abbiamo proposto.

Sinossi: Firenze, 21 febbraio 1459. Il banchiere Giannotto de’ Bruni viene ucciso in circostanze misteriose nella cripta dell’abbazia di Santa Trinita. L’unico testimone è Tigrinus, un giovane ladro di origini ignote, dai capelli neri striati di bianco. Intrufolatosi nell’edificio per fare razzia di gioielli, ha assistito al delitto, ma a caro prezzo: viene arrestato con l’accusa di omicidio. Scagionarsi sarà solo la prima delle prove che dovrà superare, poiché da quel momento dovrà anche sfuggire alla vendetta degli eredi della vittima: il figlio, Angelo de’ Bruni, e la nipote, Nunzia de’ Brancacci. E mentre si complica l’intrigo in cui Tigrinus è invischiato, dalle indagini emerge una sconvolgente verità su messer Giannotto: la sua morte sarebbe legata a un tesoro che si trova su una nave proveniente dall’Oriente. Tigrinus dovrà stringere un patto con il potente Cosimo de’ Medici e affrontare un incredibile viaggio per mare che lo porterà alla ricerca di un uomo sfuggente e imprevedibile. Un uomo che pare conoscere tutto sul suo passato. Un uomo chiamato l’abate nero.

Il libro è disponibile in edizione cartacea e in e-book digitale sul portale della Newton Compton Editori ed è distribuito anche in tutte le librerie italiane. 

Dicono di lui

«Io mi diverto molto con le storie di Marcello Simoni e ve le raccomando. Se avete amato sir Walter Scott, Il Signore degli Anelli e il poema di Ludovico Ariosto, ecco un loro pronipote»
Antonio D’Orrico, «Il Corriere della Sera».

«La sua scrittura è un mix tra Il nome della rosa in salsa ferrarese e un Dan Brown con influssi salgariani.» Leonetta Bentivoglio, «La Repubblica».

«Il Medioevo di Marcello Simoni è una cavalcata a perdifiato nel piacere puro e fanciullesco della lettura. Come quando – prima dell’era digitale – si scoprivano a tredici anni Il Conte di Montecristo o Ivanhoe» Raffaella Silipo, «La Stampa».

L’autore
Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del famoso mercante; L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013, e La cattedrale dei morti. Nel 2014 è uscito L’abbazia dei cento peccati, primo capitolo di una nuova trilogia, a cui seguono L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni. Dirige da quest’anno nella sua città il Nero Laguna Book Festival.

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