Un libro, una pietra – “Vasandhi” una storia vera… un progetto di solidarietà…

By | 23 ottobre 2017

di Beppe Amico (giornalista, scrittore e saggista)

Il plastico in scala del Tempio – doposcuola che verrà realizzato grazie ai proventi derivanti dalla vendita del libro Vasandhi.

E’ proprio vero che non c’è foglia che si muova che Dio non voglia! E l’ho constatato proprio qualche giorno fa quando, quasi per caso, trovandomi al Centro Commerciale “La Fattoria” di Rovigo, venni attratto da ciò che stava accadendo nella piazzetta centrale.

“Un libro per una pietra”. Furono queste parole a catturare la mia attenzione. E siccome faccio di mestiere lo scrittore, cercai di approfondire di che cosa si trattava.

Rimasi ad ascoltare ciò che la presentatrice stava annunciando dal palchetto allestito nel Centro e fu subito tutto chiaro.

Si trattava di un’iniziativa di solidarietà a favore di una ragazza di origini indiane di nome Vasandhi.

Il progetto, presentato nel marzo scorso a Rovigo all’Accademia dei Concordi dinnanzi a numerose personalità della cultura, della politica e della società rodigina, trae ispirazione dall’art. 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti umani secondo la quale ciascun individuo nasce libero ed uguale in fatto di diritti e dignità ed essendo dotati di ragione e coscienza, tutti gli uomini, dovrebbero agire gli uni nei confronti degli altri in spirito di solidarietà e fratellanza.

Nel corso dell’incontro presso il Centro Commerciale “La Fattoria”, lo scorso 22 ottobre, è stata presentata la toccante e dolorosa storia di una giovane ragazza indiana di nome Vasandhi che grazie al progetto “Un libro, una pietra” ha potuto riscattare sé stessa e raggiungere finalmente quella uguaglianza che fino ad allora le era stata negata e che è un sacrosanto diritto di tutti gli esseri umani.

L’autore Rinaldo Boggiani.

Le tormentate e dolorose vicende della giovane Vasandhi sono descritte con grande efficacia e oculato stile narrativo da Rinaldo Boggiani, uomo da sempre impegnato nel mondo della solidarietà, Delegato alla cultura in “Confindustria Venezia” nell’Area Metropolitana di Venezia e Rovigo, allievo dello storico del diritto italiano Italo Mereu e già apprezzato scrittore di saggistica e narrativa.

Il Boggiani si è fatto portavoce di Vasandhi, della sua dolorosa infanzia in una terra difficile, in un contesto sociale che non ha valorizzato la sua grande sensibilità e le sue meravigliose attitudini, anzi l’ha penalizzata e umiliata costringendola in un ruolo precario e ad una vita di sofferenze e di stenti.

Chi legge quelle pagine non può rimanere indifferente di fronte a tanto dolore. Nel libro sono descritti gli episodi chiave della sua famiglia d’origine e vengono narrate le drammatiche vicende che l’hanno vista protagonista insieme ai suoi famigliari per moltissimi anni durante la sua infanzia e l’adolescenza.

Ed è proprio nella dolorosa storia della giovane Vasandhi che si colloca l’iniziativa “Un libro, una pietra” ideata da Rinaldo Boggiani e Marco Cavallaro, direttore del Centro Commerciale “La Fattoria” di Rovigo che grazie all’intervento dell’ITG Bernini della città rodigina hanno potuto realizzare un grande progetto di solidarietà che prevede la costruzione di un Tempio a Singampunari nello Stato di Tamil Nadu nel sud dell’India, terra d’origine di Vasandhi.

Il preside e il vicepreside dell’ITG Bernini di Rovigo.

All’iniziativa si sono unite le forze coordinate della solidarietà di moltissime persone e grazie al lavoro del Preside dell’Istituto, la professoressa Isabella Sgarbi, del Vicepreside professor Claudio Pigato, dei professori Milan e Borgato, della professoressa Zennaro e di alcuni valenti studenti come Marcello Merlin e Luca Mattana, l’iniziativa ha così preso vita con la creazione di un plastico in scala del Tempio – doposcuola che verrà finanziato grazie al progetto “Un libro, una pietra” presentato lo scorso 22 ottobre al Centro Commerciale “La Fattoria”.

Le vicende della giovane Vasandhi – come leggiamo in una nota dell’Istituto tecnico per geometri Bernini di Rovigo – è così diventata piano piano simbolo universale contro la violenza sulle donne.

E’ soprattutto – continua la nota – una voce a sostegno della donna, la ricerca di una parità che in molte parti del mondo viene negata, il desiderio di uscire dai soprusi, la volontà di porre l’attenzione sulla condizione femminile che anche nel nostro paese viene frequentemente calpestata (segnaliamo a questo proposito un nostro recente articolo sulla violenza di genere pubblicato su questo Blog in occasione dell’uscita del libro “Femminicidio” della Reverdito edizioni nel quale si descrive questo allarmante fenomeno).

Gli studenti dell’ITG Bernini di Rovigo creatori del plastico del Tempio – doposcuola.

L’iniziativa di solidarietà che ha messo in luce la tormentata vita della giovane Vasandhi ha coinvolto davvero tantissime persone e tra queste anche il parroco della Chiesa Santa Maria delle Rose di Rovigo, don Wanni, che fin dal novembre del 2016 ha sposato la causa di Vasandhi apportando il suo contributo di uomo e di religioso attento alla solidarietà nei confronti del fratelli più bisognosi, esaltando quindi il comandamento più importante, quello dell’amore, a prescindere dalla razza, dalla cultura, dalla religione e dall’estrazione sociale a cui appartiene ciascuno uomo. Il comandamento al quale tutti noi siamo stati chiamati dallo stesso Gesù il quale per primo lo ha esercitato perfettamente nel corso della sua vita terrena a favore di tutti gli uomini con il suo esempio e il suo sacrificio.

Un momento della presentazione del libro Vasandhi al Centro Commerciale “La Fattoria” di Rovigo del 22 ottobre 2017.

Anche il mondo dello sport si è fatto portavoce di questo meraviglioso progetto di solidarietà e la campionessa paralimpica Francesca Cipelli che ne è diventata la madrina, ha sottolineato l’importanza di far conoscere la drammatica storia di Vasandhi per contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla violenza di genere e sui tanti soprusi che moltissime donne sono costrette a vivere ogni giorno.

L’autore del libro di Vasandhi sottolinea l’importanza di questo progetto e invita tutti noi a contribuire, secondo le proprie personali possibilità, al progetto di solidarietà “Un libro, una pietra”.

Parte dei proventi ricavati dalle vendite del libro verranno infatti devolute a favore dell’iniziativa che vede coinvolte numerose personalità ed istituzioni della provincia di Rovigo nella costruzione del Tempio – doposcuola proprio nella terra d’origine della giovane ragazza indiana.

Chi acquisterà il libro, pone perciò una nuova pietra nel cantiere dell’edificazione del Tempio – doposcuola che si sta costruendo in India e si dimostrerà solidale nei confronti non solo della giovane Vasandhi che ha vissuto l’inferno dell’umiliazione e della violenza ma anche delle troppe donne, dei bambini, degli emarginati e dei poveri della terra che sono ogni giorno protagonisti, loro malgrado, di violenze e soprusi di ogni genere.

La copertina del libro “Vasandhi” di Rinaldo Boggiani.

Il libro “Vasandhi” è disponibile nelle librerie Mondadori di Piazza Vittorio Emanuele a Rovigo, presso il Centro commerciale “La Fattoria”, o si può richiedere direttamente all’autore.

Nei prossimi mesi, in collaborazione con la nostra piattaforma Professione Scrittore diretta dal giornalista Beppe Amico, che si è fatta portavoce di questo progetto sulla rete e sui Social Network, verrà realizzata anche la versione e-book digitale del libro che sarà disponibile su tutti gli Store online come Amazon, Ibooks, Google Play, Kobo, La Feltrinelli, In Mondadori, ecc.

A breve, il libro sarà probabilmente ordinabile nella sua versione stampata in brossura anche online sulla piattaforma Amazon e altre librerie online.

Estremi bancari per le offerte a favore del progetto di solidarietà “Un libro, una pietra”.

Chi desiderasse contribuire al progetto “Un libro, una pietra” può farlo anche a mezzo del Comitato appositamente istituito di cui pubblichiamo i riferimenti.

Desideriamo proporvi un brano molto toccante tra i tanti presenti nell’opera di Boggiani. E’ tratto dal libro “Vashandi” in cui traspare tutta la drammatica e dolorosa situazione vissuta dalla giovane ragazza indiana e dalla sua famiglia. L’autore sottolinea che ogni parola è stata attentamente pesata e verificata e tutto ciò che è stato riferito corrisponde a fatti realmente vissuti. Giudichi il lettore!

“Passano tre anni e ad agosto 1964 mamma rimane ancora incinta di mia sorella Lakshmi [Làcscmi], dea della fortuna.

Poi a luglio del ’66 nasco io. Il mio nome Vasandhi (Vasandì), primavera.

Vivevamo in nove dentro una capanna di cinquanta metri quadrati. Una piccola stanza per il tempio, un corridoio dove dormiva Nagu con una nostra cugina, Valarmathi (Valarmadì), di quattro anni più grande di me. Stava sempre da noi.

Era come fosse adottata.

Nella sala da pranzo dormivamo Lakshmi, io, i miei due fratelli, mamma, papà e nonna Minakshi.

Di notte e durante i temporali, nella capanna entrava di tutto, scorpioni, serpenti, millepiedi, ma non come quelli che si vedono qui in Europa, arrivavano a quindici, venti centimetri, grossi come un pollice, neri. Oltre al fastidio nel vederli, erano pericolosi per le punture che potevano dare. Il loro veleno faceva prurito e restava nel corpo per mesi.

Dormivamo per terra, su di una stuoia. A volte le formiche entravano nelle orecchie. Allora bisognava piegare la testa da un lato, riempire d’acqua l’orecchio, aspettare che le formiche annegassero, poi di colpo girare la testa dall’altro per farle uscire.

A una bimba vicina di casa questa operazione non funzionò bene, forse perché le formiche erano più grandi. I genitori dovettero sostituire l’acqua con olio caldo. Con questo le formiche uscirono ma il timpano rimase danneggiato per sempre.

Per impedire alle formiche di entrare, mettevamo tappi nelle orecchie fatti con gli stracci. Non era un rimedio sicuro, comunque un ostacolo.

Faceva buio presto. Alle sei si doveva accendere qualche luce per vederci in casa. Ma l’olio della lanterna costava molto quindi serviva solo per emergenze. Così noi bimbi aspettavamo le notti di luna crescente con doppio piacere, perché sono uno spettacolo che anche adesso a raccontare ho i brividi sulla pelle per l’emozione e perché, solo se c’era la luna, mettevamo fuori casa una stuoia, sulla stuoia una pentola di riso e noi intorno a formare un cerchio.

Si cenava presto. Alle cinque e mezza, sei, il cibo era pronto. Poi verso le sette vicino alla nonna Minakshi che, prima «di dormire, ci raccontava del matrimonio, del marito, di come era diventata sorda, della tigre, le giornate nei campi a pascolare le mucche, dare l’acqua alle piante di cocco, un lavoro duro per il quale i parenti del nonno le davano da mangiare in un giorno intero, un peperoncino e un pezzo di polenta.

Un giorno la nonna protesto. «Ma come?›› disse a uomini e donne che restavano a casa, «… lavoro tutto il giorno e per cibo ho solo questo?››

A questa impertinenza il suocero, sindaco del paese, si arrabbiò››. La prese per un braccio e la lego a un albero di cocco in modo tale da essere obbligata a stare dritta, impossibile sedersi, accasciarsi. ln quella posizione tutta notte, sola al buio, pericolo di serpenti, animali feroci, paura dei fantasmi.

Aveva osato protestare, messo in discussione l’autorità di quell’uomo, le regole della casa, meritava quella terribile e umiliante punizione.

Al mattino la trovarono bagnata dei propri liquidi, distrutta nel corpo e nello spirito” (Vasandhi, op. cit. pagg. 12 e 13).

Al termine di questo articolo, vi proponiamo anche alcune immagini legate all’iniziativa “Un libro, una pietra”, la locandina del progetto e il video del progetto di costruzione del plastico del Tempio-doposcuola da parte degli studenti dell’ITG Bernini che lo hanno realizzato insieme ai docenti e ad alcuni collaboratori.

 

Video dell’iter di costruzione del plastico del Tempio dopo-scuola dell’ITG Bernini – Rovigo

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